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Visita didattica presso la cantina Santa Caterina di Andrea Kihlgren... 
Nel pomeriggio di mercoledì 27 gennaio, la classe V A, accompagnata dall’insegnante di Principi di Agronomia ed Enologia-laboratorio del gusto Lauriana Roberto, ha effettuato una visita didattica presso l’azienda vitivinicola Santa Caterina a Sarzana. La visita rientrava nel corso di terza area “Gastronomo esperto in prodotti tipici e biologici” coordinato dal Prof. Loria Giuseppe. Ad accogliere la classe V A è Andrea Kihlgren, vignaiolo e produttore di vini di grande personalità e carattere.
L’azienda circondata da vigneti, si trova su di una collina, nella periferia di Sarzana, che porta verso la frazione di Falcinello, ed è proprio in un vigneto, in prossimità della piccola ma ben attrezzata cantina che è iniziato l’incontro. “Per cercare di fare un buon vino, bisogna partire da una buona pratica agricola che ci permetta di avere un suolo fertile, vivo e sano” ci dice Kihlgren.
Infatti, pur non facendo parte ufficialmente di nessuna associazione e non avendo nessuna certificazione specifica, Kihlgren, pratica i principi dell’agricoltura Biodinamica, operando secondo criteri assolutamente naturali, vale a dire senza l’utilizzo di prodotti chimici di “sintesi” né all’ interno del vigneto né in cantina, fatta eccezione per un po’ di solforosa utilizzata con parsimonia e criterio. Kihlgren coltiva con metodo biodinamico circa sette ettari di vigneto in diversi poderi, dislocati nei dintorni, con l’obiettivo di mantenere in buona salute le piante, mantenere la terra fertile ed accrescere la qualità dei prodotti.
I vitigni coltivati, in allevamento prevalente a Guyot, sono il Vermentino, Albarola, Merlot, Sangiovese e diversi specie autoctone tra cui la “merla”, varietà dalla bacca rossa da sempre coltivata nel nostro territorio, derivante dal canaiolo nero. Attuando i principi dell’agricoltura biodinamica, si ha la possibilità di ottenere piante “resistenti” alle malattie endemiche che si trovano nei vigneti, quali l’oidio o la peronospora. Ciò permette alla vite di sviluppare quelle “resistenze” di difesa per contenere gli attacchi da funghi. La stessa cosa non si può certo dire della vite trattata con prodotti fitosanitari classici, utilizzati dall’agricoltura convenzionale. Il fine di tutto ciò, è rendere la pianta naturalmente più resistente utilizzando prodotti di origine vegetale e minerale, evitando di immettere prodotti chimici dannosi per tutto l’ambiente circostante. La seconda parte dell’incontro nella tenuta Santa Caterina del Sig. Kihlgren si è svolta prima in cantina e successivamente in una piccola ed accogliente stanza dove abbiamo potuto degustare il Fontananera IGT 2007, vino ottenuto da uve Merlot, Ciliegiolo, Canaiolo e Buonamico. Dall’analisi sensoriale, guidata dal viticoltore, abbiamo potuto rilevare un vino di sicuro interesse e grande piacevolezza.
La visita è terminata ed in tutti noi rimane la consapevolezza che con la passione, le capacità, l’intelligenza e le motivazioni giuste si possono fare vini che si distinguono per quel loro essere “fuori dalle mode del momento”, vini che ricercano nient’altro che la loro autenticità.
Qui alcune foto di Sara Benesperi V A. |